Misha Mihailo Kravcev primo premio Giotto 2022 per l' arte simbolica 


Si è svolta il 18 ottobre la quarta edizione del Prestigioso International art prize Giotto dedicato alla figura artistica del noto pittore medievale che ha rivoluzionato la storia dell’arte attraverso l’uso della prospettiva e la potenza del chiaroscuro. Ospiti dell’arte e della musica sono giunti a Siracusa per questo grande Evento d'arte, moda e Cultura in una fusione unica.

 Misha Mihailo Kravcev è Primo Premio arte simbolica "Per le sue visioni mitologiche dal meraviglioso tratteggio".


Il Premio Giotto è un grande premio internazionale sostenuto da accreditati media e testate dell’arte italiana ed estera che si distingue per segnalare gli Artisti più notevoli dell’arte italiana nel mondo e quella estera in Italia attraverso la diffusione mediatica e l’interscambio ideato dal critico d’arte e direttore artistico onorifico Melinda Miceli. Pregevoli "scoperte" nei diversi rami delle Arti sono stati premiati dalla Madrina e creatrice di questo Premio, Luz Cultural, Enciclopedia d'arte italiana e Arts direct, premio ormai di diritto su Wikipoesia, Wikipedia con Patrocini di altissimo spessore. Il soprano internazionale Dominika Zamara ha aperto la Kermesse con 2 brani di Bellini e Heandel che hanno fatto anche da sfondo alla sfilata di Riolo Couture, la quale ha ricordato che anche la moda strizza l’occhio alla cutura.

Misha Mihailo Kravcev, di origine russa, è nato nel febbraio 1962 a Belgrado, dove tuttora vive e lavora. Esordisce  il romanzo La primavera di un leone (1982), poi L'angelo del caso (1983), presentandosi  scrittore. Misa è noto da tempo come Artista figurativo per il gran numero di mostre e premi. Nel suo universo pittorico emerge la sua sensibilità poetica e letteraria. Per millenni la luna è stata musa ispiratrice di poesie, poemi, canzoni  ed ammirarla è vagheggiare emozioni, i desideri, visioni. Con la sua bellezza mistica nelle sue varianti, fa da ponte tra il terreno e il divino, tra il reale e l’illusione, un corpo celeste adagiata su un mare turchese.

Il dio della luna venne sostituito dalla dea lunare, madre di tutte le creature viventi, rappresentazione della feconda natura femminile. Prima la divinità lunare era un animale, incarnando lo spirito del dio. Più tardi il dio, o la dea, è servito da animali. Ancor più tardi questi servitori animali furono sostituiti da esseri umani che portavano maschere animali, eseguivano danze animalí, ed erano chiamati con nomi di animali. Metafore figurative che attingono al mito, simbolismo e rimandi alchemici.

In araldica il cavallo è simbolo di valore, animo intrepido ed è considerato una delle figure nobili del blasone. È un animale solare. A causa della sua potente muscolatura e del suo carattere focoso simboleggia la forza dell'energia pulsionale. Il Cavallo accompagna da sempre la vita dell'uomo, rappresenta la falcata dei messaggeri divini, dei cavalieri e dei guerrieri spirituali. Anche il colori del cavallo  nero richiama la trasformazione, la morte. Il cavallo di Misa esprime di movimento, fremito, passione, slancio, compenetrazione.  A guidare la sua gestualità polifonica, la metafisica del suo soggetto che vuole rappresentare il superamento delle avversità, libertà, fertilità, fascino e potere, forza, saggezza, rinascita.

La sua opera è intrisa di simboli forti che portano significati stratificati e sono profondamente radicati nelle tradizioni di tutte le tradizioni e di ogni stirpe. Miša Kravcev è un'artista che scava nel mondo dell'antichità e della storia. Nelle sue figurazioni tematiche rivela un segno incisivo che sorge dal suo  subconscio e sgorga in forma di colorismo raffinato, delicate velature e forme fluenti di presenze mitologiche, antiche e ancestrali che riportano al mito dell’arcadia. Miša Kravcev uno dei pittori più popolari e più venduti , s'ispira gli ideali di bellezza secondo le influenze dell'antica Grecia e con una grafia dinamica, percorre sinuose figure mitologiche, per  creare dialogo e continuità tra le antiche religioni matriarcali del  Mediterraneo.

 Un getto  continuo di segni si avvolge e si dipana senza esitazioni e ripensamenti nella  sacralità delle sue simboliche figurazioni dove la natura è Dea Madre assoluta, venerata e  celebrata con le sue divinità che governano i boschi, i campi, le acque, che partecipano ai riti della vita, accompagnano alla  morte.

Dott.ssa Melinda Miceli critico d'arte 

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