Salvatore Ferla primo sezione poesia ex aequo Alessandra Marinacci a International Art Prize Giotto. Divina Bellezza

Nel tema dell'Uomo teso alla sfida contro il destino, vittima e complice di ciò che gli può accadere, il verso libero e asciutto di Salvatore Ferla non cede agli orpelli del lessico, restando sobrio come la pietra dura citata nel primo verso. Una deliberata ed esplicita oscurità tradisce il rifiuto e la fuga dalle contingenze storiche palesadosi in immagini forti, plastiche, tipiche del neorealismo.
Difficile conciliare la forma con un bel ritmo se in bilico tra speranza e angoscia la poesia, tratteggia l'Uomo di ogni tempo e ancor più della contemporaneità senza oramai punti fermi, in una riflessione tormentata che sente l'urgenza di avvertire il lettore. Siamo lontani dall'inganno che procura il diletto e il divenire storico, l'ontogenesi e la filogenesi non creano la fabula ma si contorcono al ritmo liberatorio della tragedia. È alla fine che come tale vediamo riaprirsi il cielo. Ulisse può tornare ad Itaca, anche se partirà nuovamente come raccontò Dante, perché l'intelletto e la ricerca del vero oppongono il loro volto all'immaginazione ed alla vitalità del mito.


Dott. ssa Melinda Miceli storico- critico d'arte e letterario.

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