Paolo Lorenzo Andrea Guerrazzi Nordio primo sezione fotografia classica a International Art Prize Giotto, Divina Bellezza.
"Mare e cielo" .
Secondo la Critica del Giudizio kantiana, quest' immagine che apollinea non è, può essere intesa dal senso del sublime, secondo la categoria del bello classico. Essa è la visione apocalittica di un mare in tempesta che emette energia è forza ancestrale;
I colori scuri, inquietanti, apocalittici ben rappresentano la linea del tempo contemporanea, difficile e contrastata, laddove i marosi lasciano a riva ricordi senza vita di uomini, animali e piante.
La luce, a forza, penetra tra gli squarci delle nubi, rendendo ancor più livido il sovrapporsi delle onde.
Quest'istantanea è il manifesto perfetto per una nuova Sturm un drang che, attraverso la Poesia, la cura dell’Anima
e la ricerca delle radici culturali, stimoli le coscienze addormentate.
Il mare è una porzione d'eternita' che chiama come la nostra anima. La sua è l’eterna voce dell’infinito e il tempo. Parla con parole lontane attraverso il movimento delle sue onde, così come all'alba della creazione, quando la luna illuminava un mondo semideserto.
Il mare à volte non ha né sentimenti né pietà e disprezza i codardi. La profonda vertigine di questa foto fa comprendere che il mare è bello anche in tempesta, perché la felicità si trova non solo nella pace ma anche nella lotta perché è nell'abisso del mare che si rispecchia il cielo.
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