Vincenzo Presenti primo sezione disegno a Divina Bellezza by International art prize Giotto
Novità assoluta "rebis" fusione degli opposti, uomo e donna in un'unica testa di moro. Opera di estetica filosofica platonizzante; l’essere vivente non è altro che la metà di due individui divisi al principio da Zeus che li separò per lasciarli in cerca l’uno dell’altro. Al principio esistevano tre generi di esseri viventi: il maschio, la femmina e l’ermafrodito.
L'opulenza delle stoffe, la corona dai toni quasi fluorescenti in stile pop, rendono quest'immagine la rappresentazione acronica dell'androgino platonico, del ritorno a una completezza dell'Essere Umano che riconosce tutte le proprie parti e, perciò, non teme la propria primigenia regalità.
L'androgino incarnava entrambi i sessi ma con le forme e le rotondità degli elementi
universali del Sole, da cui sarebbe nato l’uomo, la Terra da cui sarebbe nata
la donna e il genere ermafrodita che li accomunava avrebbe avuto origine dalla
Luna.
Il messaggio antimarziale e pacifista dell'Artista sta nell'avvicinare i
due generi così distanti, e divisi da gabbie di religione e di razza, in un
unico essere che convive e che coesiste con sue analogie e differenze. Si può anche pensare che Vincenzo Presenti voglia indicare la
difficoltà di essere se stessi, in un mondo sempre più virtuale. L'avverbio è
dovuto, in quanto le Opere di alto valore sono sempre polisemiche.
Leggendo la figurazione l’'alternarsi delle cromie rosa rosso e azzurro, indica il concettuale binomio che l'opera esprime; Le Anime Gemelle sono destinate a incontrarsi ed evolvere insieme lungo il cammino spirituale proprio perché in primo luogo, esse hanno un destino da raggiungere. Un incontro tra Anime Gemelle è quel momento in cui un individuo prende coscienza che gli manca qualcosa che è celato alla ragione ma risiede nell'anima. Emerge come in Platone l'autocoscienza, ovvero un fenomeno strettamente legato alla reminiscenza delle idee, quei fondamenti eterni della sapienza che sono presenti nella mente umana, ma dimenticati all'atto della nascita. La fusione degli opposti si fa dunque su quest'impattante tela, conoscenza e ricordo del Sapere interiore che giace a livello innato nella nostra anima, eppur cancellato dal progresso della civiltà robotica.
Dott.ssa Melinda Miceli storico e critico d'arte
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